Come gestire le contrazioni

Tavaglio: come gestire le contrazioni

Il travaglio è l’ultima sfida della gravidanza prima di poter finalmente avere il nostro bambino tra le braccia. Si suddivide in più fasi tra le quali quella prodromica, che è costituita dalle prime contrazioni preparatorie, e quella dilatante, dove si riconoscono chiaramente le tanto famigerate e temute contrazioni del parto.

Gestire le contrazioni del travaglio è possibile, basta essere mentalmente preparate e magari anche un po’ allenate nella pratica. Per quanto non sapere cosa ci aspetta possa terrorizzare molte donne, arrivarci con una buona preparazione, ma soprattutto con consapevolezza, aiuta davvero tanto.

Premesso che ogni singola esperienza è unica, tendenzialmente quando l’utero si contrae per preparare il corpo al parto, provoca dolore (se invece sei una di quelle donne che ha partorito starnutendo e senza dolori sappi che ti invidio molto). È un dolore che senti arrivare, ha il suo picco e se ne va, lasciando spazio a momenti di calma. Per momenti di calma intendo proprio come se nulla fosse mai successo.

Durante il travaglio, grazie agli ormoni, il cervello della donna entra in uno stato di coscienza primitivo, come se fosse in trance. Questo ci permette di concentrarci su quello che sta accadendo e di dimenticarci dell’intensità dei dolori subito dopo il parto. Altrimenti continuerebbero a fare figli solo le poche fortunatissime che non fanno molta fatica.

Perché questo processo avvenga non bisogna mettere la donna nella condizione di dover fare ragionamenti complessi, ad esempio facendole delle domande. È fondamentale che attorno a lei si creino determinate condizioni che le trasmettano sensazioni di tranquillità, ad esempio luce soffusa, ambiente accogliente, meno estranei possibili intorno.

La mia esperienza col travaglio è stata lunga e intensa, entrambe le volte. Fortunatamente durante il terzo trimestre della mia prima gravidanza ho frequentato un corso preparto e un corso in piscina, che mi hanno fornito i giusti strumenti per prepararmi a gestire al meglio le contrazioni. Sono stati la mia salvezza.

Come si gestiscono le contrazioni del travaglio?

Respira profondamente (respirazione diaframmatica)

Quando respiriamo profondamente il nostro corpo si rilassa e si concentra su sé stesso. Come se stessimo meditando o facendo una pratica di yoga.

Quando senti che la contrazione sta arrivando inizia ad inspirare. Lentamente, riempi di aria prima l’addome e poi il torace. Durante il picco del dolore inizia ad espirare, altrettanto lentamente, partendo ancora dall’addome.

La respirazione diaframmatica, se fatta bene, copre l’intera contrazione, o quasi. Quando io non riuscivo a concentrarmi per coordinare la respirazione alla contrazione perché ero distratta da altro, mi era impossibile recuperare e urlavo dal dolore.

Esercitarti ti aiuterà a migliorare la durata della tua respirazione diaframmatica, oltre che regalarti momenti di connessione speciale col tuo pancione.

Trova la TUA posizione

Quale sarà la posizione che ti darà più sollievo lo scoprirai soltanto in quel momento, provando a muoverti e a cambiare finché non la troverai.

La MIA posizione di sollievo era in piedi. A volte, quando sentivo che stava arrivando la contrazione, mi appendevo al collo di Mariano, appoggiavo la testa su di lui e oscillavo lentamente coi fianchi. Da seduta invece facevo molta fatica anche con la giusta respirazione, infatti il tragitto da casa all’ospedale è stato ostico, la prima volta alle 5 del mattino mentre la seconda in pieno orario di punta col fazzoletto bianco fuori dal finestrino.

Mentre col primo travaglio sono arrivata in sala parto e sono stata immobilizzata dall’epidurale, durante il secondo travaglio ho davvero provato qualsiasi posizione, anche agevolata dal lettino particolare che c’era in sala parto che aveva diverse maniglie. Nonostante anche questa volta avessi chiesto l’epidurale, con il supporto della mia ostetrica e dell’ostetrico di turno, mi sono comunque potuta muovere, pur avendo attaccato costantemente il monitoraggio.

Visualizza le onde della contrazione

Le contrazioni sono come le onde del mare, che nascono, si ingrossano mentre arrivano, e si infrangono sulla spiaggia.

Chiudi gli occhi e visualizza la spiaggia più bella che tu possa immaginare. Quando senti che sta arrivando la contrazione osserva l’onda che si alza fino ad arrivare al picco massimo. Ecco, è arrivato il momento di cavalcarla e di arrivare a riva!

Come gestire le contrazioni nella pratica:

  • momento di calma: trova la posizione che ti da più sollievo e rilassati
  • contrazione in arrivo! Inizia ad inspirare e visualizza l’onda che si sta alzando e ti sta raggiungendo
  • picco e discesa: espira molto lentamente mentre cavalchi l’onda che si va piano piano diradando
  • pausa tra una contrazione e l’altra: goditi la spiaggia e pensa che a breve avrai finalmente il tuo bambino tra le braccia!

Considerazioni finali

Seguire questi passaggi durante il travaglio mi ha aiutato davvero tanto a gestire il dolore delle contrazioni. Purtroppo non posso parlare di contrazioni finali e spinte perché non ci sono mai arrivata: entrambe le mie bimbe sono nate con cesareo d’urgenza.

Tu che tipo di travaglio hai avuto?

Nella sezione maternità trovi il racconto delle mie gravidanze, altrimenti passa dalla pagina Su di me per conoscermi meglio. Ti aspetto anche su Instagram!

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