terzo trimestre di gravidanza

Terzo trimestre di gravidanza

Il terzo trimestre di gravidanza è stato caratterizzato principalmente da un pancione spropositato sempre in movimento e una profonda insofferenza al caldo-umido estivo.

Durante la prima gravidanza, oltre al corso in piscina che avevo iniziato nel secondo trimestre, ho frequentato anche il corso pre-parto. Trascorrevo il tempo libero fantasticando, ricontrollando la borsa per l’ospedale e divorando libri su genitorialità e bambini. Nelle giornate torride andavo a mettermi in ammollo nella piscinetta che i miei avevano comprato apposta per farmi sopravvivere all’estate.

A un paio di settimane dalla data presunta del parto, le mie amiche mi hanno organizzato un baby shower a sorpresa. È stato un pomeriggio molto piacevole tra risate, cibo e regali.

Con la seconda gravidanza è stato abbastanza diverso, anche solo semplicemente per il fatto di essere già mamma.

Io avevo la data presunta del parto il 19 di settembre. Camilla ha finito il nido (che frequentava solo al mattino) a fine luglio e a inizio settembre l’ho accompagnata nell’ambientamento alla scuola dell’infanzia. Casa in ristrutturazione, gestita prevalentemente da Mariano. Tempo libero inesistente e quel poco che avevo lo usavo per riposare.

Corso pre-parto

Con l’ingresso nel terzo trimestre della prima gravidanza, ho iniziato il corso di preparazione al parto presso il consultorio familiare della mia zona.

L’appuntamento era una volta a settimana e durava tre ore, che sembrano tante ma passavano velocissime. Si teneva in una stanza col pavimento ricoperto di materassini e, dopo aver tolto le scarpe, ci mettevamo in semicerchio, comodamente sedute a terra su dei cuscini.

Ad ogni incontro trattavamo un tema diverso e l’ostetrica ci coinvolgeva in modo da basare la discussione sulle nostre esigenze. Abbiamo parlato di:

  • caratteristiche dei tre trimestri di gravidanza
  • esogestazione, che sarebbero i 9 mesi dopo il parto
  • allattamento al seno e artificiale
  • travaglio e parto
  • depressione post parto
  • confronto su paure e dubbi

Sono stata molto contenta di essere riuscita a partecipare a questo corso. Ho imparato cose nuove e ho conosciuto altre donne con le quali ho condiviso un pezzo di strada.

Per me è stato importante potermi confrontare con altre donne incinte perché mi sono sentita compresa. Io ho avuto la fortuna di condividere entrambe le gravidanze con una mia amica (senza metterci d’accordo eh, giuro) e ci scrivevamo cose sapendo di trovare piena comprensione dall’altra parte. E lo stiamo facendo ancora oggi con figli di 3 anni e di 3 mesi.

A volte, chi non passa attraverso certe esperienze non può capire e chi ci è già passato è come se fosse in una specie di fase successiva.

Tornando al corso pre-parto, avevo scartato l’opzione di frequentarlo presso un ospedale perché so che le modalità sono diverse, più fredde e teoriche. Cosa confermata anche dalla mia amica, che l’ha seguito in ospedale. Ovviamente è soggettivo, lei si è trovata bene con quel tipo di corso e io con quello che ho scelto io.

Ecografia di accrescimento

L’ecografia di accrescimento è quella che viene fatta nel terzo trimestre di gravidanza per verificare il corretto sviluppo del bambino, la quantità di liquido amniotico e la posizione della placenta. È la terza e ultima delle ecografie consigliate e passate dal SSN.

La borsa per l’ospedale

Prima di cimentarmi nella preparazione della borsa per l’ospedale, mi sono informata su cosa fosse richiesto nella struttura dove avevo deciso di andare a partorire. Questo perché, ad esempio, non in tutti i posti viene fornito il materiale per il cambio o gli assorbenti post-parto.
Io ho fatto stare tutto in un borsone, posizionando a prima vista quello che sarebbe servito in sala parto. Per me ho portato:

  • tre camicie da notte e una vestaglia
  • un paio di infradito di gomma
  • biancheria intima
  • un beauty per l’igiene personale
  • un vestito per le dimissioni

Per il secondo parto ho portato anche gli assorbenti per il post, nello specifico i pants, perché sono andata in un altro ospedale e sapevo che non li avrebbero forniti loro, a differenza di quello dove sono andata la prima volta.

Per le bambine ho portato dei cambi completi, già suddivisi in pratiche bustine Ikea, composti da body, tutine e calzini. Nel primo corredino c’era anche un cappellino di cotone e in quello per le dimissioni c’era un golfino leggero.

Dopo le 40 settimane

Entrambe le mie figlie sono nate a 40+5. Entrambe dopo 14 ore di travaglio. Entrambe con cesareo d’urgenza. Ma di travaglio e di cesareo parlerò in altri post dedicati.

Con l’avvicinarsi della data presunta del parto iniziavo a provare emozioni contrastanti:

  • il desiderio di vedere mia figlia, di annusare la sua pelle e di stringerla a me
  • la nostalgia per quegli ultimi momenti di simbiosi solo nostra
  • il timore dell’ignoto: il parto e il post, e il passaggio da 0 a 1 e poi da 1 a 2

Trascorsa quella data, però, ero solo impaziente di partorire.

Pensieri conclusivi

Il terzo trimestre di gravidanza è stato, entrambe le volte, quello che mi sono goduta di più, nonostante i frequenti risvegli notturni per fare pipì e fossi affaticata negli spostamenti e un po’ impacciata in alcuni movimenti.

Tu come hai vissuto/stai vivendo il tuo terzo trimestre? Per leggere altri post sulle mie gravidanze puoi fare un salto qui, oppure vieni a scoprire qualcosa in più su di me. Non dimenticarti di seguirmi sulla mia pagina Instagram!

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