Lavorare col pubblico

Lavorare col pubblico non è affatto semplice, bisogna esserci portati. Ci si aspetta che tu sia sempre cortese, sorridente e veloce, a prescindere da come vieni trattato. E devi avere la capacità di farti scivolare addosso la maleducazione senza farci troppo caso, altrimenti scleri.

Il mio percorso nel lavoro col pubblico

Dal 2014 sono un’addetta alle vendite in un negozio della gdo e, ormai già da un po’ di tempo, mi sento in difficoltà a lavorare con il pubblico. Nel primo periodo, quello della formazione e dell’allestimento del punto vendita, sembrava tutto bellissimo. Poi abbiamo aperto al pubblico e sono arrivati i clienti, portando con loro maleducazione e arroganza.

Dopo 4 anni di full-time ho chiesto disperatamente di passare ad un part-time perché ero esaurita. Ero stanca di uscire dal negozio con addosso il peso di energia negativa e tossicità che assorbivo dalle persone, senza essere in grado di liberarmene in modo costruttivo per me. Caso o no, appena iniziato il part-time sono finalmente riuscita a rimanere incinta.

Lavorare col pubblico in tempi di pandemia

Sono rientrata dalla maternità ad aprile 2020 e speravo che una situazione estrema come quella della pandemia avesse smosso la coscienza della gente. Peccato però che non di possa smuovere qualcosa che non c’è. Dentro di me avevo l’ingenua convinzione che si fosse finalmente capito che essere gentili e positivi non costa nulla ma ha l’immenso potere di migliorare le giornate. Invece mi sbagliavo di grosso.

Ho trovato lo stesso tipo di persone, forse addirittura peggio. Persone che pretendono di essere aiutate anche se non ti hanno degnato nemmeno del buongiorno e che si girano per andarsene prima che tu abbia finito di parlare. Maleducate. Arroganti. Senza rispetto.

Dopo mesi di misure di contenimento, che prevedevano il distanziamento, il divieto di assembramenti e l’obbligo di indossare la mascherina, c’erano ancora persone che se ne fregavano. Eppure in negozio avevamo un messaggio registrato che veniva mandato spesso, che recitava più o meno così:

Gentile cliente, per la salute e la sicurezza di tutti, ti chiediamo di indossare correttamente la mascherina, di igienizzare le mani all’ingresso e prima del pagamento in cassa, e di concludere i tuoi acquisti in fretta effettuando il pagamento in cassa da solo. Certi della tua comprensione ti auguriamo buona giornata e grazie.

Siamo certi della comprensione di chi? Me lo chiedo amareggiata ogni volta che ascolto l’annuncio.

I clienti gentili ed educati

E poi, incredibile ma vero, ci sono loro: le persone gentili ed educate. Rare, ma esistono. Questo continua a farmi ben sperare e, quando le incontro, mi trasmettono molta carica. Il bene genera bene, sempre.

Sono quei clienti che:

  • non iniziano a parlare se vedono che sei al telefono
  • salutano, chiedono con cortesia e poi, addirittura, ringraziano
  • non aprono le confezioni dato che la merce è tutta esposta
  • mi considerano attendibile anche se sono donna

Il mio approccio con i clienti

Come filosofia di vita, cerco sempre di mettermi nei panni di chi ho di fronte. Sì, anche se un cliente è maleducato o cerca di scaricarmi addosso la sua frustrazione (non dovuta a un disservizio, in quel caso sarebbe comprensibile). Rispondere a tono è una cosa, assorbire la sua rabbia gratuita e diventare scortese è un’altra. Farei solo un torto a me stessa. Mettere in atto questa cosa nella pratica non è affatto semplice come scriverlo.

Io sorrido, saluto, ascolto, provo ad aiutare, ringrazio e saluto di nuovo. Sorridere ed essere gentili, a volte, è più liberatorio di quanto si possa immaginare.

Ti invito ad osservare

La prossima volta che vai in un negozio, fermati per un istante ad osservare le persone che ti circondano, che siano addetti o clienti, e prova a metterti nei loro panni. Che tipo di atteggiamento hanno? Come ti fa sentire? Nel tuo modo di pensare è cambiato qualcosa?

Oltre a lavorare con il pubblico, sono una mamma amante dei viaggi. Scopri qualcosa in più su di me!

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